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La ghiandola pituitaria e il Kundalini Yoga: che cosa si può dire davvero
Parte 5 di 6 · 23 settembre 2024 · 3 minuti di lettura

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In breve
Nel Kundalini Yoga il sistema ghiandolare è un bersaglio dichiarato, e la ghiandola pituitaria — l'ipofisi — è associata al sesto centro, fra le sopracciglia. La tradizione sostiene che certe pratiche la stimolino direttamente. Quello che si può dire con le prove attuali è più prudente: la pratica agisce sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, cioè sulla catena che regola la risposta allo stress.
Il Kundalini Yoga dichiara due bersagli: il sistema nervoso e il sistema ghiandolare. Poche discipline di questo genere nominano un apparato preciso! Guardiamo da vicino che cosa vuol dire, e fin dove ci si può spingere a dirlo.
Che cosa fa davvero l’ipofisi
È grande come un pisello e sta alla base del cervello, dentro una piccola cavità dell’osso sfenoide.
La chiamano «ghiandola maestra» perché produce ormoni che comandano altre ghiandole: la tiroide, le surrenali, le gonadi. Interviene su crescita, metabolismo, bilancio idrico, ciclo mestruale, ritmo sonno-veglia.
Non lavora da sola: prende ordini dall’ipotalamo, che sta appena sopra. Insieme alle surrenali formano l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, la catena che regge la risposta allo stress. E qui la faccenda si fa davvero interessante…
Che cosa dice la tradizione
Nella mappa del Kundalini Yoga l’ipofisi è associata ad Ajna, il sesto centro, fra le sopracciglia — insieme alla pineale, che sta poco più indietro.
Le pratiche indicate come dirette su questo punto sono:
- la vibrazione dell’Ong con la lingua contro il palato molle, nell’Adi Mantra
- la meditazione con lo sguardo fermo al centro della fronte
- le posizioni con il mento leggermente rientrato e la nuca allungata
- le flessioni della colonna, che nella tradizione «massaggiano» l’intero sistema ghiandolare
- il respiro di fuoco
Yogi Bhajan insegnava che ottantaquattro punti sul palato, toccati dalla lingua durante la recitazione dei mantra, stimolerebbero l’ipotalamo e attraverso di lui l’ipofisi.
Dove finiscono le prove
Qui te lo dico netto, perché su questo argomento gira parecchia confusione…
Non esiste nessuno studio che abbia misurato una stimolazione diretta della pituitaria durante una pratica di Kundalini Yoga. Gli ottantaquattro punti del palato sono un insegnamento tradizionale, non una scoperta anatomica.
Hanno misurato invece l’asse intero. Il cortisolo, l’ormone in fondo a quella catena, cala dopo una lezione, e lo stress percepito scende dopo tre mesi di pratica. Il lavoro migliore lo ha fatto l’Università del Cile.
Certe pagine promettono molto di più, ma questo risultato ha il pregio di essere vero: la pratica lavora sulla catena che regola lo stress. Poi se entri dalla lingua sul palato o dal respiro lungo, per adesso non lo sa nessuno!

Le pratiche, con i tempi
Flessioni della colonna — 3 minuti. Seduti a gambe incrociate, mani sulle caviglie. Inspirando il petto va avanti, espirando la schiena si arrotonda. Il movimento parte dal bacino.
Respiro di fuoco — da 1 a 3 minuti. Con le controindicazioni di sempre.
Meditazione sul punto fra le sopracciglia — 11 minuti. Mani in gyan mudra, respiro lungo, sguardo interno verso l’alto.
Kirtan Kriya — 12 minuti. Il mantra Sa Ta Na Ma, che tocca il palato in continuazione ed è anche la pratica più studiata: qui la descrizione completa.
Una precisazione che serve
Nessuna di queste pratiche sostituisce una terapia. Chi ha una condizione endocrina — tiroide, surrene, ipofisi — segue il proprio medico, e la pratica sta accanto alle cure, mai al loro posto.
Se leggi questa pagina perché hai un valore ormonale fuori posto, comincia dall’ambulatorio! Poi, quando vuoi, ci vediamo il lunedì dalle 19.30 alle 21.00 in Vico San Domenico Soriano, a Napoli (orari e quote).