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Cortisolo e stress: che cosa ha misurato lo studio cileno

Parte 2 di 6 · 20 agosto 2024 · 3 minuti di lettura

La ricerca sul Kundalini Yoga e la riduzione dello stress

Ascoltalo, 4 minuti

In breve

Uno studio dell'Università del Cile, pubblicato sull'International Journal of Yoga nel 2017, ha misurato il cortisolo salivare prima e dopo le lezioni di Kundalini Yoga per tre mesi. Il cortisolo cala subito dopo la pratica, sia alla prima lezione sia dopo tre mesi, e lo stress percepito diminuisce nel gruppo che pratica ma non nel gruppo di controllo.

Fra gli studi su questa disciplina, a chi pratica serve soprattutto quello cileno. Misura una cosa che senti addosso — come esci dalla lezione — con uno strumento che non dipende da quello che racconti!

García-Sesnich, Flores, Ríos e Aravena, Università del Cile, International Journal of Yoga, 2017.

Il disegno

Due gruppi, tre mesi. Uno pratica Kundalini Yoga, l’altro no.

La pratica è quella standard: novanta minuti, due volte a settimana, con la struttura che usiamo anche in sala.

  1. Apertura con l’Adi Mantra — 5-10 minuti
  2. Pranayama o riscaldamento — 5-10 minuti
  3. Kriya — 30-45 minuti
  4. Rilassamento — 5-15 minuti
  5. Meditazione — 11-31 minuti
  6. Canto di chiusura

Il dettaglio pesa più di quanto sembri: i risultati vengono da una lezione qualunque, non da un «protocollo da laboratorio».

Che cosa hanno misurato

Cortisolo salivare, prima e dopo la lezione. È l’ormone principale della risposta allo stress, e nella saliva lo prelevi facilmente e sempre allo stesso modo.

Alfa-amilasi salivare, un altro marcatore legato all’attivazione del sistema nervoso simpatico.

Stress percepito, con la Perceived Stress Scale di Cohen — una scala validata, usata da quarant’anni.

I risultati

Il cortisolo scende subito dopo la pratica, alla prima lezione e ancora di più all’ultima, dopo tre mesi.

Lo stress percepito cala nel gruppo che pratica in modo statisticamente significativo, e resta invariato nel gruppo di controllo.

Detto in parole povere: novanta minuti portano il sistema nervoso dall’allerta al recupero, e tre mesi di ripetizione cambiano pure il modo in cui chi pratica giudica la sua vita. Niente male, vero?

La sala di pratica in penombra, durante una lezione

Perché funziona, per quel che si capisce

Le componenti della lezione agiscono su leve diverse.

Il respiro lungo accende il parasimpatico, e ci mette pochi minuti. Leva più diretta di questa non ne abbiamo!

I kriya tenuti a tempo ti fanno fare uno sforzo controllato che poi si scioglie. Lo stress cronico funziona al contrario: lì lo sforzo non finisce mai.

Il canto allunga l’espirazione e regolarizza il battito, e la differenza si misura.

Il rilassamento a terra, quello che tutti vorrebbero saltare, fa sedimentare tutto…

I limiti

Campione limitato. Impossibile lavorare in cieco — chi pratica sa di praticare. Il gruppo di controllo non faceva un’altra attività equivalente, quindi una parte dell’effetto potrebbe venire dal semplice fermarsi due volte a settimana.

Lo studio dice che il Kundalini Yoga funziona, e su questo il dato è pulito; se sia meglio di altre pratiche, non lo dice.

Che cosa se ne fa chi pratica

Una cosa concreta: la lezione ti fa effetto già la prima volta. Non devi aspettare mesi per sentire qualcosa, e me lo confermano quelli che entrano in sala la prima sera e poi restano zitti per tutta la strada di ritorno!

Gli altri studi che conosco li trovi in Quarant’anni di ricerca e in Kirtan Kriya.

Ci vediamo il lunedì alle 19.00 in Vico San Domenico Soriano a Napoli, e il martedì alle 18.30 a Volla; tutte e due anche online: orari, quote e come si arriva. La prima lezione costa 15 € e si scala se poi ti iscrivi.

Fonti

García-Sesnich, J. N., Flores, M. G., Ríos, M. H., & Aravena, J. G. (2017). Longitudinal and immediate effect of Kundalini Yoga on salivary levels of cortisol and activity of alpha-amylase and its effect on perceived stress. International Journal of Yoga, 10(2), 73-80.

Cohen, S., Kamarck, T., & Mermelstein, R. (1983). A global measure of perceived stress. Journal of Health and Social Behavior, 24(4), 385-396.

Domande e risposte

Che cosa ha misurato lo studio cileno?

Il cortisolo salivare e l'attività dell'alfa-amilasi prima e dopo le lezioni, più lo stress percepito con la Perceived Stress Scale, in due gruppi seguiti per tre mesi.

Qual è stato il risultato?

Il cortisolo scende subito dopo la pratica, sia nelle prime lezioni sia dopo tre mesi. Lo stress percepito cala in modo significativo in chi pratica e resta invariato nel gruppo di controllo.

Com'erano fatte le lezioni?

Novanta minuti, due volte a settimana, nella struttura standard: mantra di apertura, riscaldamento o pranayama, kriya di trenta-quarantacinque minuti, rilassamento, meditazione di undici-trentuno minuti, canto di chiusura.

Perché proprio il cortisolo?

Perché è il principale ormone della risposta allo stress, e nella saliva si misura in modo semplice e ripetibile. Un calo dopo la pratica indica che il sistema nervoso è passato da uno stato di allerta a uno di recupero.

Basta per dire che il Kundalini Yoga fa bene?

Basta per dire che una lezione abbassa un marcatore di stress misurabile e che tre mesi di pratica cambiano la percezione dello stress. Non basta per promettere effetti su altro.

Quello che dicono gli studi

Undici minuti li ha misurati la scienza. Novanta li facciamo insieme.

Cortisolo, memoria, sistema nervoso: negli studi si praticava undici minuti al giorno per otto settimane, e sono pochi. In sala ne facciamo da sessanta a novanta di fila, che è un'altra faccenda.

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