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Kirtan Kriya: quando la scienza incontra il Kundalini Yoga e dice «si può fare»

Parte 3 di 5 · 13 ottobre 2022 · 5 minuti di lettura

Il Kirtan Kriya, la meditazione Sa Ta Na Ma

In breve

Il Kirtan Kriya è la meditazione Sa Ta Na Ma: seduti, il pollice tocca a turno indice, medio, anulare e mignolo a ogni sillaba, mentre il mantra passa da voce alta a sussurro a ripetizione mentale e poi torna indietro, nel rapporto 1-1-2-1-1. Dodici minuti al giorno, ed è la pratica più studiata di questa tradizione.

Il Kirtan Kriya è una meditazione del Kundalini Yoga davvero interessante e, soprattutto, molto efficace.

Nella mia esperienza personale è una di quelle che mi hanno colpito di più, sia per i risultati che si ottengono sia per la sua semplicità.

E c’è un’altra cosa che me l’ha resa affascinante: gli studi scientifici sull’impatto che può avere su chi la pratica ogni giorno. La scienza ha incontrato il Kundalini Yoga e ha detto: si può fare.

Nel 2012, su PubMed, è stato pubblicato uno studio proprio su questa meditazione, che ho fatto tradurre con il supporto di un’esperta del settore: qui puoi scaricare il documento con la traduzione e i riferimenti all’articolo originale. In sostanza, i ricercatori avevano riscontrato che la pratica quotidiana di questo kriya abbassa la presenza nel sangue di alcuni precursori delle infiammazioni, con una ricaduta positiva sulla salute generale.

Dopo quella scoperta ne sono arrivate altre. Le più solide le ho raccolte in Quarant’anni di ricerca e nello studio randomizzato su ottantuno adulti con declino cognitivo lieve.

Che cosa riportano gli studi

  • memoria migliore
  • sonno più profondo
  • meno sintomi depressivi e meno ansia
  • riduzione di alcune proteine legate all’infiammazione
  • migliore risposta immunitaria
  • migliore regolazione di insulina e glucosio
  • aumento dell’attività della telomerasi
  • maggiore benessere psico-spirituale

Sono campioni piccoli e studi che non si possono fare in cieco. Presi uno per uno non dimostrano niente; presi insieme, vanno tutti nella stessa direzione, e per una pratica che costa dodici minuti al giorno è più che sufficiente per provarci.

Che cos’è, in sostanza

Una pratica meditativa che si esegue cantando il mantra Sa Ta Na Ma. Il nome viene dal sanscrito: kirtan significa lode, canto, elogio; kriya significa azione.

Alla base del Kundalini Yoga c’è l’idea di rendere accessibile l’energia della kundalini per sviluppare al massimo le potenzialità personali. Anche il Kirtan Kriya funziona così, usando le vibrazioni di un mantra e le posizioni delle dita — i mudra — per raggiungere una riserva di energia che altrimenti resterebbe inaccessibile.

I mudra sono gesti che si fanno con le mani, con le braccia e in certi casi con tutto il corpo: veri e propri sigilli energetici, che agevolano l’accesso alla dimensione più sottile.

Il significato di Sa Ta Na Ma

Le singole sillabe corrispondono a lettere dell’alfabeto sanscrito. Sa Ta Na Ma torna in diverse meditazioni del Kundalini Yoga, con l’intento di spostare l’energia lungo la colonna fino al chakra della corona — che sta in cima alla testa, sennò che corona sarebbe.

Le definizioni possibili sono diverse, ma quella che si condivide di solito in classe è:

  • SA — universo, nascita
  • TA — vita
  • NA — morte
  • MA — rinascita

Queste vibrazioni sono semplici e potenti insieme, e si possono cantare veloci o lente, sussurrare o ripetere mentalmente. Cantate lentamente danno un senso di pace; vibrate più veloci, la sensazione di un aumento di energia.

Il segreto del kirtan

Nel Kundalini Yoga l’uso del kirtan è legato al suono, e in questo caso kirtana può significare anche «raccontare», come in certi documenti vedici delle origini. Quello che si racconta, qui, è il ciclo della vita di ogni essere vivente.

Chi vibra i kirtan afferma che la pronuncia corretta di ogni parola crei una vibrazione che entra in contatto, per risonanza, con la mente subconscia e con il mondo intorno, rendendo più semplice e più felice l’incontro con gli altri. Per questo i kirtan si vibrano spesso in gruppo.

Il suono, e quello che resta quando finisce

Come si pratica

Per ottenere i benefici di cui ho parlato bisogna praticare ogni giorno. D’altronde, per scaldare l’acqua prima di buttare la pasta, un po’ di tempo ci vuole.

Siediti in posizione facile, colonna dritta ma senza tensione — le spalle si possono rilassare.

Appoggia i polsi sulle ginocchia, gomiti distesi.

Metti entrambe le mani in gyan mudra: polpastrello dell’indice contro quello del pollice, le altre dita distese.

Chiudi gli occhi e portali al centro delle sopracciglia.

Dopo qualche respiro lungo e profondo comincia a cantare Sa Ta Na Ma, toccando con il pollice un dito diverso a ogni sillaba:

  • Sa — indice
  • Ta — medio
  • Na — anulare
  • Ma — mignolo

Completata la sequenza si ricomincia dall’indice.

I tempi

Tre minuti ad alta voce, tre sussurrando, sei mentalmente, tre sussurrando, tre ad alta voce. Rispettando le proporzioni 1-1-2-1-1 puoi decidere tu la durata.

Online ci sono versioni con i tempi già scanditi: versione breve · versione estesa. Così eviti di impazzire con il timer.

La visualizzazione

Gli occhi restano chiusi per tutto il tempo, focalizzati fra le sopracciglia.

Per amplificare l’effetto: a ogni sillaba immagina un flusso di energia che entra dalla cima della testa ed esce al centro delle sopracciglia, disegnando una L di luce. Le consonanti — S, T, N, M — accompagnano l’ingresso del raggio; la vocale «A» lo fa uscire, espandendosi all’infinito.

All’inizio può sembrare complicato. Provaci: diventa sempre più semplice, e a un certo punto senti davvero il passaggio.

Alla fine dei conti

Il Kirtan Kriya ha ancora molto da svelare, e diversi ricercatori lo stanno esaminando con attenzione. Puoi farlo anche tu: immergiti in questa meditazione e prova a capire che impatto ha su di te. Se lo fai, raccontalo — potresti mettere in luce un aspetto che nessuno prima di te aveva visto.

Ama tanto, perdona il doppio e fai cose belle.

Il mantra di questa meditazione, spiegato per esteso, sta in Panch Shabd. Si pratica il lunedì dalle 19.30 alle 21.00 in Vico San Domenico Soriano, a Napoli: orari e quote.

Sat Nam

Domande su questo

Che cosa significa Kirtan Kriya?

Kirtan in sanscrito significa lode, canto, e anche raccontare; kriya significa azione completa. Il racconto, in questa meditazione, è il ciclo della vita: Sa universo, Ta vita, Na morte o trasformazione, Ma rinascita.

Quanto dura e come si divide?

La versione standard dura dodici minuti: tre ad alta voce, tre sussurrati, sei mentali, tre sussurrati, tre ad alta voce. Si può accorciare o allungare purché resti il rapporto 1-1-2-1-1.

Come si muovono le dita?

Il pollice preme un dito diverso a ogni sillaba: indice su Sa, medio su Ta, anulare su Na, mignolo su Ma. Poi si ricomincia dall'indice, senza interrompere il ritmo.

Che cos'è la visualizzazione a L?

A ogni sillaba si immagina un raggio di luce che entra dalla sommità della testa e esce al centro delle sopracciglia, disegnando una L. Le consonanti accompagnano l'ingresso, la vocale A l'uscita, che si espande verso l'infinito.

Che cosa hanno trovato gli studi?

È la meditazione più studiata di questa tradizione: le ricerche riguardano memoria, marcatori legati all'infiammazione, umore e qualità del sonno, con campioni piccoli e risultati incoraggianti. Un solo studio non dimostra nulla, ma qui gli studi sono parecchi e vanno nella stessa direzione.

A Napoli

Questo si legge. In sala si prova.

Si pratica il lunedì sera in Vico San Domenico Soriano, novanta minuti. La prima volta si viene senza sapere niente: ti dico io cosa portare.