Home · Da leggere · Quello che dicono gli studi
Quarant'anni di ricerca sul Kundalini Yoga: da dove è cominciata
Parte 1 di 6 · 2 ottobre 2024 · 3 minuti di lettura

Ascoltalo, 4 minuti
In breve
Il primo studio sul Kundalini Yoga è del 1986: pubblicato su Ancient Science of Life da tre ricercatori della Banaras Hindu University, misurò serotonina, melatonina, monoamino ossidasi e cortisolo in pazienti con depressione dopo tre e sei mesi di pratica, trovando variazioni in tutti e quattro. È un lavoro piccolo, vecchio e senza gruppo di controllo descritto: vale come punto di partenza, non come prova.
La ricerca su questa disciplina comincia a Varanasi nel 1986, al Centre for Experimental Medicine and Surgery della Banaras Hindu University.
Tre ricercatori — Sanjenbam Kunjeshwori Devi, J. P. N. Chansauria e K. N. Udupa — pubblicano su Ancient Science of Life un lavoro intitolato Mental depression and Kundalini yoga. Per la prima volta qualcuno prova a misurare con gli esami del sangue che cosa succede a chi pratica!
Che cosa avevano trovato
In pazienti con depressione, dopo tre e sei mesi di pratica:
- serotonina plasmatica più alta
- melatonina più alta
- monoamino ossidasi più bassa
- cortisolo più basso
- frequenza cardiaca e pressione più basse
Gli autori concludevano che la pratica tiene in equilibrio il simpatico e il parasimpatico, e che nella depressione si potrebbe usare senza farmaci.
Perché non lo racconto come una vittoria
Quarant’anni fa, campione piccolo, nessun gruppo di controllo descritto, rivista locale.
Oggi un lavoro così non passerebbe la revisione di una rivista internazionale. E le cifre precise che girano ancora, copiate da un sito all’altro con tanto di decimali e deviazioni standard, non si irrobustiscono a furia di essere ripetute…
Quello studio conta per un altro motivo: lì qualcuno ha smesso di discutere e ha cominciato a misurare!
Che cosa è arrivato dopo
2017, Università del Cile. García-Sesnich e colleghi misurano il cortisolo salivare prima e dopo le lezioni, su tre mesi. Trovano un calo immediato dopo la pratica e una riduzione dello stress percepito nel gruppo che pratica, assente nel gruppo di controllo. Ne ho scritto in Evidenze sulla riduzione dello stress.
Il filone Kirtan Kriya. Regge meglio di tutto il resto della letteratura su questa tradizione, perché studia una meditazione sola, dodici minuti, sempre uguale e ripetibile. Memoria, flusso sanguigno cerebrale, marcatori infiammatori: gli studi stanno qui, e lo studio randomizzato su ottantuno adulti con declino cognitivo lieve qui.

Il problema strutturale di questa ricerca
Te lo dico perché tocca ogni studio del settore.
In cieco non si può fare. Chi pratica sa di praticare, e quello che si aspetta entra dentro l’effetto misurato. Si può confrontare con un’altra attività, e gli studi migliori fanno così, ma il paragone resta zoppo.
I campioni sono quasi sempre piccoli, e le persone che si iscrivono a uno studio sullo yoga non sono un campione qualunque della popolazione.
Questo non cancella i risultati… li ridimensiona. Restano indizi che vanno nella stessa direzione, non dimostrazioni.
Che cosa ne ricavo
Che dodici minuti al giorno di una pratica precisa spostano qualcosa, e lo spostano abbastanza da farsi misurare con gli stessi strumenti che valutano qualunque altra cosa. Per una disciplina di cui di solito si parla raccontando sensazioni, non è poco, vero?
E che nessuno studio dice che il Kundalini Yoga cura la depressione. Queste lezioni non sono una terapia e non sostituiscono un percorso di cura: chi ne sta facendo uno e vuole praticare, ne parli con chi lo segue.
Che cosa succede in una lezione, minuto per minuto, sta in Come si pratica il Kundalini Yoga. In sala si pratica il lunedì sera, dalle 19.30 alle 21.00, in Vico San Domenico Soriano a Napoli: orari e quote.
Fonti
Devi, S. K., Chansauria, J. P. N., & Udupa, K. N. (1986). Mental depression and Kundalini yoga. Ancient Science of Life, 6(2), 112-118. PubMed