Home · Da leggere · I mantra, uno per uno
Ek Ong Kar Sat Gur Prasad: il mantra che rovescia la mente
Parte 4 di 10 · 24 novembre 2024 · 3 minuti di lettura

Ascoltalo, 4 minuti
In breve
Ek Ong Kar Sat Gur Prasad significa, parola per parola: uno è il Creatore, questa verità si conosce per grazia. La tradizione lo chiama mantra magico perché rovescia la direzione della mente quando è bloccata su un pensiero. Si canta nella forma completa, che ripete i versi anche al contrario, seduti con la schiena dritta, per undici minuti.
Fra i mantra che usiamo, la tradizione maneggia questo con più cautela di tutti. Lo chiamano «mantra magico», e l’aggettivo non aiuta, perché fa pensare a una formula che ottiene qualcosa… Serve invece a un’altra cosa, molto più precisa.
Si usa quando la testa si blocca. Non quando è agitata, per quello c’è dell’altro: quando resta sullo stesso pensiero e non ne esce, come una macchina in una rotatoria.
Parola per parola
Ek — uno. Non il numero: l’unità da cui tutto viene. Ong — la forza creatrice in movimento, il suono che vibra. Kar — quello che è stato creato, la manifestazione. Sat — la verità, quella che non dipende dal tempo. Gur — ciò che porta dall’oscurità alla luce. Prasad — il dono, la grazia. Qualcosa che arriva, non che si ottiene.
Messo insieme: uno è il Creatore, e questa verità si conosce per grazia. Guarda l’ultima parola. Non dice «con lo sforzo», e chi arriva da una vita costruita sul risultato lì fa la fatica più grossa.
Come si canta
La forma che usiamo in sala è quella completa, che dice la frase e poi la rovescia:
Ek Ong Kar Sat Gur Prasad
Sat Gur Prasad Ek Ong Kar
Il rovesciamento è il meccanismo, non un abbellimento. Canti una frase e poi il suo contrario. L’attenzione prova a seguire il senso, ma il senso non regge il giro e la molla lì… Ti resta il suono!
Seduti, schiena dritta, mani in grembo o al petto. Un respiro pieno per ogni riga, con l’espirazione che si allunga da sola. Undici minuti.
Le cautele della tradizione
Questo mantra si canta seduti e composti, non sdraiati sul divano e non mentre si fa altro. Non si interrompe a metà: si finisce la ripetizione in corso.
Queste regole vengono dalla tradizione, non da uno studio, e te le riporto per quello che sono. In sala però una ragione pratica la vedo eccome: smuove parecchio. Chi lo prende a trentuno minuti al primo tentativo, di solito, passa un paio di giorni strani!
Si comincia da undici minuti, per quaranta giorni, alla stessa ora.

Quello che qui non c’è
In giro — e per un certo periodo anche su questa pagina — si leggono percentuali precise a sostegno di questo mantra: meno 27% di cortisolo, più 32% di concentrazione, quindici punti di pressione sistolica in meno, con nomi di riviste scientifiche accanto.
Quei dati non esistono. Le riviste citate, in alcuni casi, nemmeno…
La ricerca seria su questa tradizione riguarda quasi soltanto il Kirtan Kriya, con studi che si possono leggere e discutere: li ho raccolti in Quello che dicono gli studi e in Undici minuti. Su Ek Ong Kar Sat Gur Prasad non c’è niente di simile, e dirlo non toglie nulla al mantra: si pratica per quello che fa, non per una percentuale.
Quando lo uso davvero
Nelle settimane in cui una decisione non si sblocca. Nei periodi in cui la stessa scena torna in testa ogni sera alla stessa ora. Prima di una conversazione che rimando da un mese.
Non risolve la questione. Mi sposta di lato, e da lì la questione quasi sempre si vede diversa. Un mantra non fa altro, e non è poco, vero?
Gli altri mantra della tradizione stanno qui. In sala si canta il lunedì, dalle 19.30 alle 21.00, in Vico San Domenico Soriano a Napoli: orari, quote e come si arriva.