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A cosa serve il Kundalini Yoga?
Parte 1 di 9 · 12 gennaio 2024 · 4 minuti di lettura

In breve
Il Kundalini Yoga serve a lavorare sul sistema nervoso e sul sistema ghiandolare usando corpo, respiro e voce insieme. Nella pratica quotidiana significa dormire meglio, reagire con più lentezza a quello che prima faceva scattare, e restare seduti dentro un pensiero senza esserne trascinati. Non è una terapia e non sostituisce il medico.
Alla domanda «a cosa serve» ho imparato a rispondere partendo dal fondo: serve a starci dentro. Dentro una giornata storta, dentro una notizia che arriva alle sette di sera, dentro un pensiero che gira e non se ne va. Senza scappare e senza spegnersi.
Il modo in cui ci arriva è meno poetico, ed è la parte che si può spiegare.
Su che cosa lavora, materialmente
Il Kundalini Yoga usa tre cose insieme: posizioni tenute a tempo, un respiro prescritto per ciascuna, e la voce. Il bersaglio dichiarato dalla tradizione è duplice — il sistema nervoso e il sistema ghiandolare.
Detto in termini che si possono osservare in sala:
- il diaframma si allena, e un diaframma allenato allunga il respiro anche quando non ci pensi;
- la colonna recupera la mobilità che perde chi sta seduto otto ore;
- l’attenzione impara a stare su una cosa sola per un tempo deciso da fuori, non da te.
Quest’ultimo punto è il meno visibile e il più importante. In una meditazione di undici minuti non decidi tu quando smettere. È l’unica palestra che conosco per quella facoltà lì.
Che cosa cambia per primo
Il sonno. Nelle persone che seguo è quasi sempre la prima cosa a muoversi, di solito fra la sesta e l’ottava settimana di pratica regolare. Chi si addormentava alle due si addormenta a mezzanotte, senza aver cambiato niente altro.
Poi arriva un fatto più sottile: si allunga lo spazio fra quello che succede e quello che fai. Un collega dice una frase che ti manda in bestia, e invece di rispondere subito passa un secondo. Quel secondo è tutto il lavoro.
Il terzo effetto è quello di cui nessuno parla nelle brochure: si smette di aver paura del proprio silenzio. Chi non è mai stato fermo dodici minuti con gli occhi chiusi non sa che cosa gli succede lì dentro, e spesso ha organizzato la vita per non scoprirlo.
A che cosa non serve
Qui vale la pena essere netti, perché la promessa gonfiata è il difetto tipico di questo settore.
Non è una terapia. Non cura l’ansia, non cura la depressione, non sostituisce né la psicoterapia né i farmaci. Molte delle persone che praticano con me stanno anche facendo un percorso terapeutico, e fanno bene a dirlo al proprio terapeuta.
Non è ginnastica dimagrante. Perdi peso se cambi come mangi, non perché hai fatto tre minuti di respiro di fuoco.
Non ti rende una persona migliore in automatico. Ti dà più energia e più lucidità: che cosa ne fai resta un problema tuo.
E non chiede di credere a niente. I mantra sono in gurmukhi, alcuni suonano come preghiere, ma li usiamo per l’effetto che il suono ha sul respiro e sull’attenzione. Ne ho scritto per esteso in Il segreto dei mantra.
Le tre ragioni per cui la gente arriva davvero
Dopo più di dieci anni di classi, chi entra la prima volta rientra quasi sempre in uno di questi tre casi.
Il corpo ha mandato un segnale
Cervicale, insonnia, colon irritabile, respiro corto, un attacco di panico in metropolitana. Il medico ha escluso il peggio e ha detto la frase: «è stress». Qui il Kundalini Yoga lavora bene, perché prende lo stress dal lato del corpo invece che da quello del pensiero.
La testa non si ferma più
Professionisti, genitori, gente che regge molto e da anni. Non hanno un sintomo, hanno una condizione: sono sempre accesi. A questi servono soprattutto le meditazioni, e la scoperta che undici minuti valgono più di un’ora saltuaria.
Cercano qualcosa e non sanno cosa
Sono i più difficili da accontentare e quelli che restano di più. Il Kundalini Yoga per loro non è un rimedio, è una disciplina: una cosa che si fa tutti i giorni e che restituisce in proporzione a quanto la tieni.
Quello che dicono gli studi
La letteratura scientifica su questa tradizione è piccola ma non inesistente. Il pezzo più solido riguarda il Kirtan Kriya, una meditazione di dodici minuti con quattro suoni e il movimento delle dita, studiata su memoria, flusso sanguigno cerebrale e marcatori di stress. Ho raccolto i lavori che conosco in Quello che dicono gli studi e in Undici minuti.
Vanno letti per quello che sono: studi spesso piccoli, su gruppi limitati. Bastano a dire che qualcosa di misurabile succede. Non bastano a promettere risultati.

Come si capisce se serve a te
Non dalla teoria. Si capisce provando una volta e guardando che cosa succede nelle tre ore dopo, quando esci in strada.
Se vuoi sapere prima che cosa ti aspetta dentro quei novanta minuti, l’ho scritto minuto per minuto in Come si pratica il Kundalini Yoga. La pagina che spiega la disciplina è qui, e gli orari e le quote stanno sulla pagina della classe: si pratica il lunedì dalle 19.30 alle 21.00, a Napoli, in Vico San Domenico Soriano.
La lezione di prova costa 15 € e si scala per intero se poi ti iscrivi. Chi arriva senza aver mai fatto yoga in vita sua è il caso normale, non l’eccezione.