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Gaytri Siri Mantra, la vibrazione del benessere universale
Parte 7 di 10 · 2 dicembre 2020 · 4 minuti di lettura

In breve
Ra Ma Da Sa Sa Say So Hung è il mantra di guarigione del Kundalini Yoga: sole, luna, terra, universo, il Sé, io sono te. La prima metà attiva la parte densa, la seconda quella sottile, e il collegamento passa dal cuore. Si pratica seduti, con gli avambracci a quarantacinque gradi e i palmi aperti verso l'alto, per undici minuti.
RA MA DA SA SA SAY SO HUNG
Sole, Luna, Terra, Universo, il Sé, Io sono te
Il desiderio di ogni essere umano è quello di stare bene. Sempre.
E quando questo desiderio viene disatteso? Comincia la battaglia per tornare a stare bene, sottovalutando quasi sempre il percorso che ha trasformato il benessere in malessere. Le abitudini hanno la loro quota di responsabilità, e anche il sistema socio-economico in cui siamo immersi.
In ogni caso, qualunque sia il motivo, il desiderio di stare bene resta la guida. Una guida che ogni tanto è affetta da una miopia terribile — in certi casi da cecità — e non riesce a rompere il guscio dell’irresponsabilità per assumersi la responsabilità della condizione in cui si trova.
Così la prima cosa che viene in mente, giusta o sbagliata che sia, è affidare la cura della propria salute a qualcun altro perché ci aggiusti e si possa tornare a fare le stesse cose di prima. Da quel circolo vizioso non si esce, se non in modo definitivo: quando si diventa inaggiustabili.
Probabilmente stai pensando che l’ho buttata giù un po’ dura. Però se questo ha acceso un piccolo warning, e ti fa fare un po’ più di attenzione al tuo benessere, forse ci voleva.
Questa premessa serve, perché il Gaytri Siri Mantra nasce proprio come preghiera per favorire la guarigione — degli altri e di sé.
L’Universo dentro un mantra
Quello che lo rende efficace sta probabilmente nelle sillabe, che richiamano tutti gli elementi attraverso cui questa realtà si manifesta. Grazie all’intreccio armonico di quei suoni, l’intenzione di curare sé stessi e gli altri può favorire i processi di guarigione in un modo quasi incredibile.
Il sopra è sopra, il sotto è sotto. E in mezzo?
Secondo la visione yogica esistono due triangoli di chakra, uno superiore e uno inferiore. In mezzo c’è il cuore, che li unisce.
Che cosa c’entra con questo mantra? La prima parte — Ra Ma Da Sa — attiva la metà più densa della nostra realtà, il triangolo basso. La seconda — Sa Say So Hung — attiva l’energia dell’Universo, il triangolo alto.
Una volta accese le due polarità, perché l’energia scorra serve un tramite: è il chakra del cuore, di colore verde. È da lì che scaturisce l’energia di guarigione. E il cuore, guarda caso, sta nella sillaba SA — che infatti ricorre due volte.
Come agisce
Quando non si vive una condizione di benessere, di solito la vibrazione del corpo pranico — uno dei dieci corpi del Kundalini Yoga — è più bassa rispetto allo stato di salute piena.
Il Gaytri Siri Mantra sostiene la cura senza inviare energia direttamente: porta la vibrazione del corpo pranico di chi riceve a una frequenza più alta.
Come il vento per una barca a vela
Provare a curare qualcuno che non ha chiesto aiuto in modo chiaro e diretto potrebbe non essere la cosa giusta. La vita è fatta di sfide, e moltissime dobbiamo affrontarle da soli: se riceviamo troppo aiuto rischiamo di non diventare più forti né più consapevoli.
Quando si decide di vibrare questo mantra per una persona che non ne sa niente, le cose stanno così: innalzare la vibrazione del corpo pranico è come un vento che si solleva sulle onde, e resta una scelta del marinaio se usarlo o no. In definitiva è un’opportunità in più, per chi decide di voler guarire.

La meditazione di cura
- Siediti a terra con le gambe incrociate, oppure su una sedia — sul bordo, senza appoggiare la schiena.
- Appoggia i gomiti alle costole. Estendi gli avambracci, controllando che formino entrambi un angolo di quarantacinque gradi rispetto all’asse centrale del corpo. I palmi sono aperti e rivolti al cielo.
- Le dita restano unite e i pollici distanziati dal bordo della mano. Impegnati a tenere i palmi piatti mentre vibri il mantra.
- Gli occhi sono chiusi per nove decimi.
- Da qui puoi cominciare a cantare, tirando leggermente dentro l’ombelico sull’ultima sillaba — Hung — che va vibrata con un lieve tono nasale sul ng finale, come nell’Adi Mantra all’apertura della lezione.
- Dopo undici minuti chiudi completamente gli occhi, inspira e trattieni il fiato mentre invii la tua intenzione di guarigione: visualizza la persona sana, forte e radiosa, avvolta da una luce verde — oppure un raggio verde che parte dal centro del tuo cuore e la raggiunge.
- Espira, inspira di nuovo e ripeti quante volte vuoi, immaginando le persone che desideri guarire completamente ristabilite e felici. Per concludere solleva le braccia, scuotile, rilassati.
Un’ultima cosa
L’intenzione di cura può stare con te fin dall’inizio della meditazione. Mentre vibri il mantra puoi già immaginare chi vuoi curare, oppure — quando il mantra va da sé — dirti: io voglio curare X, desidero che X stia bene, faccio tutto questo perché X stia meglio e sia felice.
All’inizio aggiungere anche questo pensiero può essere complicato. Quando ci riuscirai, sentirai ancora meglio quanto è potente.
Gli altri mantra che usiamo stanno qui, e nella stessa tradizione esiste una disciplina interamente dedicata alla cura, che si riceve da fermi: il Sat Nam Rasayan.
Sat Nam