L’Adi Mantra

L’Adi Mantra

Ong Namo
Guru Dev Namo

Nelle parole sacre dell’Adi Mantra sono un condensati diversi significati. Dietro la leggerezza e la semplicità di questo che è il primo, tra i mantra del Kundalini Yoga che viene vibrato all’inizio di ogni lezione, c’è tanto altro che forse non conosci ancora.

I motivi per i quali vibriamo questo mantra sono Protezione e Connessione. Esistono diversi mondi in cui viene tradotto e quello che preferisco è: “Mi inchino davanti all’Universo. Mi inchino al maestro che è dentro di me“.

I due inchini fondamentali
Nell’Adi Mantra, quindi, dichiariamo di inchinarci non una, ma due volte. La prima è per dare contezza all’ego di essere uno con il tutto, la seconda per affidarci, abbandonarci ed accettare l’insegnamento che verrà dall’esperienza che stiamo per fare, grazie al “guru” che è in noi.

In questo caso il guru non è altro che un’energia che ci porta fuori dall’oscurità
(gu = incoscienza) verso la luce (ru = coscienza). È ciò che rende la nostra ”Luce” più forte.

La parte angelica
È uno strumento in cui lo spirito s’intreccia al tutto e porta l’interruttore da “off” a “on”, rendendo visibile e attivo ciò che di divino risiede in ognuno di noi. Inoltre è davvero interessante ricordare che una delle traduzioni di “Dev” è “angelico” (ricorda un po’ la parola “Deva”… non è vero?) e che riconoscendo l’esistenza di questa parte, nominandola, abbiamo un’opportunità in più d’ascoltare quello che di più “alto” e angelico è in noi.

È fondamentale per ognuno di noi affinare la capacità d’ascoltare il “Guru Dev”, il nostro sé superiore, che vive nei nostri cuori e che può essere la fonte di ispirazione e guida nel cammino della vita.

Perché facciamo l’Adi Mantra prima di iniziare la lezione?
Quando lo cantiamo, l’energia intorno e dentro di noi, si libera della parte più grossolana e diventa sottile e raffinata.

Per comprendere quanto può essere forte l’impatto dell’Adi Mantra, la prossima volta che lo vibri, fallo portando attenzione alla voce mentre lo stai cantando e probabilmente coglierai con più chiarezza in che modo agisce su di te e quanto influenza la comprensione più profonda del kriya che ti accingi a fare.

In ogni caso non preoccuparti: anche se non senti alcuna differenza, il mantra farà comunque il suo “lavoro” su di te e ti metterà nelle condizioni migliori per “apprendere”.

Mantra di apertura, ecco come si fa!

La posizione
Una volta seduti in posizione facile, ovvero a gambe incrociate, si raddrizza la colonna, morbidamente, facendo attenzione ad abbassare un pò il mento. Nel caso la posizione facile fosse scomoda si possono allungare le gambe o stare seduti su una sedia.

Le mani
I palmi spingono dolcemente uno contro l’altro e sono al centro del petto, le dita sono dritte, i pollici sono poggiati sullo sterno e le spalle solo completamente rilassate.

Questo mudra favorisce l’equilibrio dei cinque elementi che uniti ci rendono ciò che siamo, oltre a bilanciare i due emisferi del cervello, portandoci un po’ più vicini ad una condizione d’armonia e di connessione con il cuore.

Gli occhi
Sono concentrati nel punto che si trova al centro delle sopracciglia in corrispondenza di Ajna, il sesto chakra, ovvero il terzo occhio.

Come si canta
È possibile facendo un singolo respiro lungo, oppure con una velocissima inspirazione con la bocca, “succhiando” una piccola porzione d’aria, tra la prima e la seconda parte del mantra.

L’ Ong deve essere vibrato spingendo la punta della lingua sul fondo del palato molle. In questo modo la vibrazione, percepibile anche al livello della scatola cranica, stimola sensibilmente le ghiandole pituitaria, pineale e l’ipotalamo.

Dopo tre ripetizioni dell’Adi Mantra, saremo nella condizione migliore possibile per entrare in relazione con ciò che è dentro di noi, fuori di noi e con ciò che non “ancora” non siamo noi.

Ma serve solo ad inizio lezione?
Un’altra qualità di questo mantra è quella di cambiare uno stato d’animo “grezzo” in uno più “alto”. La voce del “Guru” suggerirà sottilmente alcune domande in grado di liberare il “Dev”. Alcune di queste potrebbero essere: Chi sono? Cosa mi sta fermando? Ho altre scelte possibili da fare? Qual è il mio percorso? Provare a rispondere a questa “interrogazione” sicuramente potrebbe essere difficile e se non sai come fare puoi chiedere aiuto al “maestro interiore” mentre continui a vibrare il mantra… Non è così severo come sembra, però, se non lo vedi, se non chiedi, non t’aiuterà.

E più d’ogni cosa, ricorda che c’è bisogno di te per suonare l’armonia universale, quindi vibra l’Adi mantra, accorda il tua anima e regala al mondo la tua melodia. Tutti siamo indispensabili. Tutti siamo necessari.

Sat Nam